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Questa pagina fa parte del sito "L'Ottocento dietro l'angolo"  (http://www.sanmarcoargentano.it/ottocento/index.htm) di Paolo Chiaselotti

DALLA CRONISTORIA* DI SAN MARCO ARGENTANO
DI SALVATORE CRISTOFARO

"I FRATELLI ANGELO, CARLO, BALDASSARRE SELVAGGI"

 

Circa l'accusa rivolta dal consigliere Amodei al consigliere Carlo Selvaggi non ho trovato documenti che possano confermare o smentire il contributo dato da quest'ultimo alla distruzione del brigantaggio, viceversa è testimoniata dall'autore della Cronistoria la partecipazione di lui e dei suoi fratelli alle battaglie per l'Unità d'Italia, per come risulta da quanto segue:

" Raccoltasi intanto la compagnia di circa cento volontari, secondo gli ordini del Comitato centrale, fu scelto da questi Angiolo Selvaggi, e furono preparati a partire per le Crocelle di S.Fili e non si mancò di provvedere chi ne avesse avuto bisogno di soccorsi, facendo altrettanto alle famiglie di essi. Nel giorno della partenza il capo Selvaggi, per trovarsi confinato a letto, si fece provvisoriamente sostituire dal fratello germano Carlo che sotto il comando del Sarri guidò il corpo dei volontarii nel luogo designato dal comando della provincia. Da indi per ordini superiori, non tutti ma una parte di essi fu condotta in Napoli dal terzo fratello dei Selvaggi Baldassarre, dopo che i capi politici dei Mandamenti, riuniti in Cosenza così stabilirono. Un'altra parte da Giacomo Campolongo ed un'altra frazione dal capitano Giuseppe La Regina, superstite soldato delle battaglie dell'indipendenza italiana, furono condotte in Napoli e quivi fecero parte delle squadre che il primo e secondo giorno di Ottobre combatterono presso Capua e non tornarono in paese, se non quando dopo la presa di Capua furono rimandati in casa con sei mesi di paga (1). Alcuni partirono. Ma quelli che si voltarono dalle crocette furono detti Cacallalirta..."

(1) "I nomi dei volontari sono: Carlo Selvaggi, capo della squadra, dipendente da Sarri, Francesco Blasi-Fera tenente, Vincenzo Sacchini portabandiera, Giuseppe Granito, Baldassarre Misuraca, Nicola Tarsitano, Giuseppe Scarpelli furiere, Salvatore Rotondaro sergente, Luigi Filosa, Francesco Sicilia sergente, Giuseppe Pastore caporale, Domenico Domanico, Giuseppe Piemonte, Michele Capolupo caporale, Giuseppe Loffredo, Salvatore Novello, Tommaso Arcuri, Carmine Martucci, Salvatore Noce, Giuseppe Sagula, Vincenzo Misuraca, cassiere Domenico Sicilia, Camillo Matrangolo, Antonio Termine, Giuseppe Libonati caporale, Giuseppe Frassetti, Nicola Patitucci, Francesco Aiello, Costantino Roberti caporale, Antonio Credidio, Pasquale Aloia, Giuseppe Zasso, Francesco Chimenti, Pasquale e Salvatore Ciraulo, Costantino Martino ed altri di Fagnano, di Ioggi e di S. Lauro di cui non ricordo i nomi.
Una schiera di codesti volontari fu mandata a sedare in Pianura, piccolo paesello presso Napoli, una sommossa, e quivi furono feriti non mortalmente Scarpelli Salvatore, Piemonte Giuseppe, Sicilia Francesco, Rotondaro Salvatore e molti altri. Erano accompagnati dal parroco di Mongrassano, sig. Romita Pasquale sammarchese, che tra i curati, gl'insegnanti e i sacerdoti era in fama di zelante e d'istruito."

*Ristampa del 1932 a cura del nipote avv. Francesco Cristofaro


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REGISTRO DECURIONATO 1863-1866

A cura di Paolo Chiaselotti